E così inizia la mia storia d'amore, che d'amore nessuno ha mai definito, ma che d'amore è...
Forse dovrei narrare le gesta di persone che vivono solo in una città immaginata senza nome, senza semafori e senza macchine in doppia fila, grottescamente simili a individui che di astratto hanno ben poco... bè, fate finta che sia così, che questa storia non sia vera come non lo è chi la racconta, e magari anche le urla di lui, per aver messo in piazza i minuti le ore e i giorni che un tempo erano nostri, saranno più immaginarie...
La moira, il fato, il destino e tutte quelle chiacchiere li (non me ne vogliano i chiromanti), chiamatela come volete, ma la coincidenza, o meglio, la serie di coincidenze che mi portarono in quella condizione di ''cammino a mezzo metro da terra'' (lo so, si dice a un metro, però l'amore non è riuscito a farmi togliere i miei 10 kili di troppo... mai illudersi) furono propizie a togliermi anche quei pochi ragazzi che mi giravano attorno (è fantastico il fenomeno psicologico maschile che li porta a esserti inspiegabilmente amico, quello a cui puoi raccontare tutto il tuo ciclo mestruale, quando sei libera, per poi fargli sorgere un improvviso e totale disinteresse per la tua dismenorrea quando hai trovato il principe azzurro).
Tutto iniziò in uno dei classici pomeriggi quando non hai nulla da fare, o meglio, quando hai un sacco di cose da fare ma non ne fai nessuna; facendo la ricerca per profili di qualche bell'uomo su un programma per chattare, per sbaglio misi sesso femminile, per sbaglio cliccai una regione diversa dalla mia, per sbaglio cliccai sul nick di una ragazza a me sconosciuta, per sbaglio ne lessi il profilo (in realtà era curiosità, ma non ditelo in giro), per sbaglio (a questo punto sono poco credibile) andai su un link che lei menzionava; per casualità (e non per sbaglio) questo link era uno di quei siti dove chi è più superbo vince, dove chi ha gli occhietti più dolci sfonda e chi (ahimè) sfoggia meno pudore arriva primo in classifica.
Un pateticissimo sito di foto di utenti da votare!! Per casualità (ancora??) io ebbi, avevo ed ho quella caratteristica femminile anch'essa frutto di uno strano ragionamento ancora sotto studi psichiatrici: il farsi notare. Per gioco (mi crederebbe qualcuno se dicessi per casualità?) mi iscrissi (modestamente, arrivai anche prima in classifica... ma questo non c'entra, è per bulleggiarmi), ed è qui che inizia realmente la storia.
Passarono tre mesi, in cui la mia vita andò avanti tra uomini bizzarri, tra conoscenze sbagliate ed esperienze allucinanti, quando un giorno, un bellissimo giorno mi arrivò l'ennesimo messaggio... stranamente non assomigliava ad un annuncio sulla sezione ''cercasi anima gemella'', quelli dalla serie ''giovane moro occhi verdi aitante, sessualmente al di sopra della media degli altri comuni mortali, cerca ragazza carina''; (come se un adone del genere andasse a cercare proprio me invece di fare un film porno); era il messaggio di una persona che a pelle (e l'intuito femminile non sbaglia mai, o quasi) sembrava avere un quoziente intellettivo che non rasentasse lo zero assoluto; ne guardai la foto, già, un adone non era, ma non me l'aveva neanche promesso, e la cosa finì lì.
Un giorno in cui si è mentalmente ispirate da buoni propositi di non superficialità (o semplicemente non mi era successa nulle delle solite cose che ti maldispongono, come la fodera del cappotto che si incastra nella cerniera, il cadere per le scale quando sei tirata a lucido per andare in discoteca, la rottura del tacco a spillo mentre SEI in discoteca ecc ecc-potrei andare avanti per ore), decisi di rispondere a quello strano fenomeno maschile, che si professava nel profilo di convinta fede comunista, uno di quelli che girano trasandati, che si pettinano solo ai matrimoni, ed ai matrimoni non ci vanno mai e che sono in continua ricerca dell'utopia (per ulteriori informazioni ascoltare ''destra sinistra'' di Giorgio Gaber).
Andai oltre il classico pensiero di chi è scettico, di chi è completamente prevenuto sulle persone che non si sono mai viste, e che per questo devono essere moralmente dubbie (non fate questo errore... al limite prenderete una tranvata assurda... posso usarla questa parola?) e lo conobbi. Benedetto fu quel giorno in cui dovevo andare a sciare, benedetto fu quel temporale che me lo impedì, benedetto fu il pc delle mie cugine... ok la smetto con la messa, ma fu davvero un giorno santo (quanto sono dolce).
Lì emerse tutto il mio spirito di civettuola, cercai di farmi notare già da poche battute. Forse era un mettermi alla prova, si quelle prove che ognuno fa a se stessi dalla serie ''se lo seduco sono brava'', forse era il voler realizzare un sogno, come dopo si è rivelato. E così partono le chattate, le risate, le idiozie, i pensieri maliziosetti (dai, è ovvio che quando conosci una persona che dice di essere sessualmente attiva ed è sessualmente interessate ti viene da immaginarti certe cose...) fino a che ci fu la prima telefonata.
Non ci fu per caso, né per gioco, né per sbaglio... stavolta eravamo noi gli artefici d noi stessi. Cuore in gola, e anche un po' in mano, voce un po' tremante (ma lui non se ne accorse) e così la mia bolletta arrivò alle stelle. Altre telefonate seguirono, altri silenzi e altre parole l'impiccio era fatto.
Quanto è durato tutto ciò? Mi chiedete quanto? Due settimane. Due settimane ognuno sognando dell'altro, entrambi innamorati di una persona che forse non era ciò che si credeva, la paura di adorare solo un aspetto inconscio di se stessi, che si aveva proiettato addosso all'altro/a alterandone le caratteristiche reali.
Solo due settimane durò tutto ciò signori miei; fu infatti il 15 febbraio (ci eravamo conosciuti il 28 gennaio) che lui venne a Campobasso city, la mia triste ''città''... l'attesa, i messaggi, il primo sguardo, il secondo, l'imbarazzo iniziale. Il primo incontro d labbra dopo tre quarti d'ora in una camera d'albergo, le risate gli abbracci l'amore quello sentimentale, romantico, quello sessuale e dolcemente senza tabù.
300 kilometri ci dividono amore, qualche dubbio sul mio amore per te l'ho avuto, ma tutto è nullo in confronto alle lacrime che mi bagnano gli occhi quando sorrido pensando al tuo sguardo che si muove su di me; la distanza non ci fermerà, perché siamo noi due ad avere il coltello dalla parte del manico, e siamo solo noi che possiamo decidere di noi stessi.
E vissero felici e contenti; lui, il grande frà, il gigante buono, e lei, la piccola giù, la capocciona pigra che piange guardando gli occhi di un bimbo in pubblicità tanto simili ai tuoi amore.
Mariagiovanna
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