Breccia in Passport, utenti a rischio
A cura di
Punto Informatico
Scoperta da uno sviluppatore open source, Microsoft ammette
l'esistenza di una seria vulnerabilità di Passport che minaccia la sicurezza degli utenti.
Ecco di che si tratta.
Un pass per i cracker
05/11/2001, Redmond (USA) - Con un certo imbarazzo,
Microsoft ha dovuto ammettere che il proprio sistemone di autenticazione centralizzato, Passport
(N.d.R.: Passport è il profilo per accedere oltre che agli acquisti on-line e
altri servizi Microsoft anche ai servizi di chat di MSN,
che va compilato all'atto dell'iscrizione obbligatoria), soffre di una
vulnerabilità che può compromettere la privacy e la sicurezza degli iscritti
al servizio.
Ad essere a rischio sarebbe in particolare la funzionalità
Wallet, un servizio che dovrebbe consentire agli iscritti Passport di effettuare acquisti
sui siti Web convenzionati in modo più rapido e... sicuro.
Il colosso di Redmond ha ammesso il problema dopo che un noto
sviluppatore open source, Marc Slemko, ha dimostrato come, attraverso una semplice e-mail,
sia possibile ingannare il sistema di autenticazione di Microsoft e rubare dati
sensibili come il numero di carta di credito di un utente.
A dimostrazione della serietà del problema, lo scorso martedì
Microsoft ha temporaneamente sospeso il servizio ''Express Purchase'' affiliato con
Passport Wallet e supportato da circa una settantina di siti di e-commerce,
rendendo poi ufficiale la vulnerabilità il venerdì successivo.
Nonostante abbia ammesso la serietà del problema, Microsoft
ha cercato di tranquillizzare i propri utenti affermando che, ad oggi, non vi è prova di
nessun furto di dati avvenuto sfruttando la vulnerabilità segnalata da Slemko.
Microsoft sostiene inoltre che, grazie all'utilizzo di sistemi di protezione
più efficaci, Windows XP è immune dal problema.
Slemko, in un
documento
pubblicato sul proprio sito, spiega che il problema
di sicurezza che affligge Passport consiste nella combinazione di più
vulnerabilità presenti nel sistema, fra cui alcune falle di tipo "cross-scripting"
e l'ennesima debolezza contenuta nei filtri HTML di Hotmail: sfruttando questi
buchi, e tenendo conto del fatto che una volta fatto il login su Hotmail è
possibile, per 15 minuti, accedere a qualsiasi altro servizio di Passport senza
la necessità di autenticarsi nuovamente, Slemko ha dimostrato che è possibile
confezionare un'e-mail che, una volta letta con Hotmail, è in grado di inviare
all'assalitore le informazioni necessarie(contenute all'interno di cookie)
perché questi possa accedere, entro 15 minuti, all'account Passport del
malcapitato di turno.
Occhio al portafogli
Nonostante Microsoft sostenga che per sfruttare la falla occorra
possedere conoscenze tecniche fuori dal comune, Slemko ribatte dichiarando di aver messo
in atto il primo metodo per sfruttare la debolezza in circa mezz'ora di lavoro.
"È evidente che o Microsoft non ha sufficienti risorse da
dedicare ai test di sicurezza dei propri servizi e del proprio software, oppure è al
corrente di queste debolezze ma ha deciso che cercare di guadagnare quote di
mercato sia più importante della sicurezza dei propri utenti", ha scritto
Slemko.
Dure critiche al sistema Passport sono state lanciate, nel
recente passato, anche dal gruppo di sviluppatori di DotGNU, un progetto open source per lo
sviluppo di una tecnologia che possa rimpiazzare il servizio di autenticazione
di Microsoft.
"Il sistema Passport - dichiarò in un'intervista David Sugar, CTO di
FreeDevelopers- non offre vantaggi tecnologici, ed è una tecnologia molto più
povera di quella di cui si dispone attualmente, come l'autenticazione
distribuita e i sistemi di archiviazione dei dati. Il sistema Microsoft Passport
è eticamente e moralmente sbagliato. Con questo sistema, Microsoft nella
pratica dice: "Fidatevi, vi tengo il portafogli e quando dovete acquistare
qualcosa, ve lo restituisco"".
Passport è un servizio chiave della strategia.NET perché è
attraverso di esso che Microsoft conta di assegnare ad ogni utente della Rete una singola
identità necessaria per accedere ad ogni attività on-line. Passport, già
profondamente integrato nel nuovo Windows XP, sarà infatti la porta di accesso
ai servizi Web che Microsoft si appresta a lanciare con.NET My Services.
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